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Location: Italy
Non mi è mai passato per la testa l’idea di
vendere un mio dipinto, diventare pittore “professionista” e tantomeno aspirare
allo “status d’artista”.
Diventare invece un discreto pittore si ci ho pensato, sono tanti anni che
dipingo, ed è giunto il momento di verificarlo.
Non ho frequentato scuole d’arte,
salvo qualche corso di disegno artistico, ho una formazione scolastica basata sul disegno tecnico e per
rimediare, questa lacuna, ho studiato e copiato molto come autodidatta le tecniche dei pittori
del passato, ottenendo qualche risultato positivo, al punto che un mercante
d'arte mi commissionò per pochi spiccioli, copie di quadri famosi del periodo Neoclassico
(Appiani, Hayez, David, Ingres), che mi consentirono di acquisire una certa
abilità tecnica.
Ai tempi guadagnavo la pagnotta andando a "bottega" come disegnatore
tecnico, prima al tavolo da disegno con squadra e riga, poi al tecnigrafo e
infine al PC.
Dopo arrivò la pensione e una vita da pittore da promuovere.
Ho realizzato il mio sito internet (WWW.ARESTEDO.IT) su
cui posto qualche "pillola d'arte", spero non troppo indigesta e
tardiva e ora tra una pennellata e l'altra corro alla ricerca del tempo perduto.
Ho perfezionato il mio
stile attraverso lo studio di movimenti artistici e maestri del passato:
Realismo (Courbet). Romantico (Hayez) Surrealismo (Dalì). Metafisico (De
Chirico) con l’occhio vigile sull’arte moderna e contemporanea
Il mio curriculum artistico oggi è pari a zero.
Nessuna mostra, nessuna attività promozionale e ovviamente nessuna vendita.
Sono una recluta attempata che si affaccia sullo sconosciuto mercato dell'arte
contemporanea, e ora, come sconosciuto, per farmi conoscere, mi appresto ad
esporre pubblicamente i miei lavori per sottoporli ai potenziali clienti e addetti
ai lavori.
Sui contenuti delle mie opere, due parole.
Nel mio archivio
troverete, oltre ai lavori realizzati per recuperare e
perfezionare le mie capacità tecniche ed espressive, opere di fantasia frutto
di alcuni progetti in corso.
Tra questi segnalo: “Rapporto tra essere umano e ambiente", protagonisti “l’uomo”,
simbolicamente rappresentato dalla donna nella veste di "Bagnante" e la Sardegna, la
terra in cui vivo (entrambi tra le massime espressioni del concetto di bellezza).
Un progetto pensato
in studio e maturato all'aperto, condizionato dalla natura e dal paesaggio
in cui vivo a due passi dal mare e dalle bellissime spiagge dell’Anglona.
Come pittore sarebbe bastato rappresentare la realtà che mi circonda, i
soggetti non mancano. Ma, non essendo un paesaggista, mi sono fatto distrarre
dall’immagine delle bagnanti e dei loro variopinti ombrelloni. Un’immagine Intorno
alla quale aleggia un'atmosfera particolarmente suggestiva che ho interpretato
ponendola al centro di un contesto paesaggistico unico.
Una sorta di piccoli mondi a se stanti, surreali, espressi in composizioni geometricamente
equilibrate in cui spicca la figura delle bagnanti circoscritta dalla sagoma
curvilinea di improbabili ombrelloni, che plasma e incide sul paesaggio
circostante.
Sullo sfondo, cieli, mari, spiagge, rappresentati da campiture a fasce orizzontali
di colori brillanti che conferiscono all’opera finale un’atmosfera metafisica.
Valledoria
(Italy), 12 Maggio 2025
Non sono un paesaggista perciò rappresento i luoghi meravigliosi che mi circondano attraverso un universo particolare costituito in parte da panorami del territorio in cui vivo la Sardegna e in parte da altri elementi tipo l’uomo che con il paesaggio centra poco. L’uomo simbolicamente rappresentato dalla donna in veste di Bagnante, imprigionata in sagome tondeggianti generate dalle linee curve degli ombrelloni, sullo sfondo di una natura che si adatta graficamente intorno ad un oggetto apparentemente insignificante come un ombrellone in una sorta di sfera d’influenza che deforma pesantemente il panorama stesso. Una natura piegata secondo esigenze spesso innaturali.
“TR23 - IN CAMMINO VERSO IL MARE INFINITO”
TR23 - l'opera è costruita come un racconto simbolico di grande intensità. I colori piatti e saturi, le campiture orizzontali che scandiscono il paesaggio, restituiscono un senso di di solennità e calma apparente. Ma è nella figura centrale che si concentra la vera forza espressiva. Un corpo che cammina verso un orizzonte futuro, che lascia dietro di se una storia, forse un legame. Il dipinto nella sua essenzialità grafica si fa potente riflessione sull'atto di partire, sul bisogno primario di ritrovare se stessi.
TR69 - FRONTE E RETRO’ - Scena balneare onirica ambientata in una spiaggia vibrante di luce e immaginazione. Un’antica custode di bellezza, quasi una statua vivente dialoga con l'ambiente marino e sembra emergere da un sogno sospeso nel tempo. Un’immagine bifronte divisa in due viste, fronte e retro’, che guarda al passato e contemporaneamente al futuro. Una composizione dai colori vivaci dove il sapiente uso grafico dei cromatismi in fasce orizzontali fondono, mitologia personale e paesaggio mediterraneo, in un'atmosfera metafisica.
TR55 - BAGNANTI AD AGGIUS - Le "Bagnanti” competono con l'ambiente aspro, roccioso, monumentale dell'entroterra Sardo. Un clima bucolico domina la toilette delle fanciulle che affiorano dalle acque limpide e pure delle sorgenti, come ninfe mitologiche, guardiane implacabili di una natura senza tempo, in bilico tra passato, presente e futuro.
TR59 - CRITICO E CURATORE – Fuori la realtà, il cielo, l’universo, il mondo del lavoro. Dentro, forse, un dialogo surreale tra due manichini, un critico e un curatore d’arte. Nell’angolo un’opera classica nota (La Maddalena penitente di Tiziano), segnata dal tempo, ma viva e struggente, quella vera di palazzo Pitti a Firenze . Accanto un’opera più o meno moderna, anonima in attesa di un giudizio, una critica, una didascalia. Una didascalia a pagamento oggi non si nega a nessuno, neanche a un pittore.
TR63 - BAGNANTI BORGHESI – Vista donne piccolo borghesi apolidi, in costume apolide, coronate da simpatici ombrellini apolidi, sulla spiaggia di Valledoria, nota stazione balneare sarda. Mirabili e colte osservatrici e ammiratrici delle selvagge marine Sarde. Un piccolo tocco anti identitario dell’incomparabile ambiente della terra in cui vivo.